La storia di Ultima Generazione
Ultima Generazione nasce dalla determinazione di un piccolo gruppo di persone comuni, stanche di veder fallire le forme tradizionali di protesta. Tra loro un padre preoccupato per il futuro delle figlie, una veterinaria, un professore delle superiori, un operaio, un agricoltore, una giovane donna che non riusciva più a guardare avanti senza paura. Erano convinte di una cosa: affrontare il collasso climatico e sociale in modo radicale era l'unica strada rimasta per farlo entrare davvero nel dibattito pubblico.
Studiano la storia della grande disobbedienza civile, da Gandhi a Martin Luther King, e girano l'Italia per trovare altre persone disposte a condividere quella stessa urgenza. A dicembre 2021 arriva la prima azione: un blocco stradale sul Grande Raccordo Anulare di Roma. Sono in dodici. È la prima Azione Diretta Nonviolenta di una serie di nove, portate avanti in undici giorni.
A febbraio 2022 tornano in azione, imbrattando la sede del Ministero della Transizione Ecologica. All'epoca il ministro è Roberto Cingolani, arrivato a quel ruolo direttamente da Leonardo, l'azienda italiana leader nella produzione di armi, dove aveva guidato l'innovazione tecnologica. Un ministro dell'ambiente con un passato ai vertici dell'industria bellica: per Ultima Generazione è il simbolo perfetto di un sistema che dice una cosa e ne fa un'altra.
Poco dopo, cinque attivisti iniziano uno sciopero della fame. L'attenzione mediatica esplode, si apre un dibattito, arrivano prese di posizione da ogni parte. Nonostante la repressione, lo sciopero continua e conquista una solidarietà crescente. Davanti al ministero cominciano a comparire giornalisti, cittadini comuni, persino impiegati del ministero che si fermano a parlare. I centralini, il fax, le mail del ministero vengono sommersi. Undici giorni dopo, Cingolani, che aveva giurato di non voler mai incontrare gli attivisti, li riceve in un incontro pubblico, davanti alla stampa. Da "ecovandali" a interlocutori di un ministro: Ultima Generazione entra, timidamente ma con determinazione, nel dibattito pubblico italiano.
Da quel momento le azioni di resistenza civile si moltiplicano: centinaia, in pochi anni. Blocchi stradali e di aeroporti, azioni in musei, palazzi e fontane, interruzioni di manifestazioni sportive, concerti, messe, occupazioni di sedi di partito.
Ma soprattutto, Ultima Generazione ha generato milioni di conversazioni: sulla stampa, sui social, in radio, in televisione. È entrata nell'immaginario collettivo e nella cultura di questo paese, al punto da ispirare un film, tre libri e persino un fumetto. Ha dimostrato che la resistenza civile funziona davvero, e ha contribuito a cambiare il modo in cui guardiamo agli eventi atmosferici estremi e al potere delle persone comuni.
Contro di noi sono state scritte due leggi repressive. Eppure, nello stesso tempo, abbiamo parlato con tutto l'arco parlamentare, e soprattutto con migliaia e migliaia di persone comuni. Da sei persone e un sogno, oggi siamo un'organizzazione strutturata, presente su tutto il territorio nazionale con centinaia di attiviste e attivisti. Ed è proprio questo che insegna la storia: ogni rivoluzione, grande o piccola, nasce dalla visione di poche persone capaci di trasmetterla ad altre, con coraggio e un pizzico di follia.
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Questa storia di lotta è in continua evoluzione. Abbiamo bisogno di persone disposte a continuare a scriverla insieme a noi nel tentativo di salvare questa umanità dal collasso.

