A Milano vernice sull’Arco della Pace

15/11/2023 | Comunicati stampa

Ultima Generazione colora di vernice arancione l'Arco della Pace a Milano

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ULTIMA GENERAZIONE: A MILANO VERNICE SULL’ARCO DELLA PACE

Aumentano le spese militari e diminuiscono quelle per arginare le emergenze ambientali

Milano, 15 novembre 2023 – Oggi pomeriggio dieci cittadine e cittadini aderenti alla campagna FONDO RIPARAZIONE, promossa da Ultima Generazione, hanno effettuato un’azione di disobbedienza civile a Milano. La protesta si è svolta tra le 16:10 e le 16:15. I cittadini hanno colorato con vernice arancione il monumento, utilizzando degli estintori, e srotolando nel frattempo uno striscione arancione con la scritta FONDO RIPARAZIONE. L’azione è durata fino alle 16:15 quando sono arrivate le forze dell’ordine che hanno portato le dieci persone nella questura di Milano.
Quanto sta accadendo a Gaza riguarda tutti noi da vicino! Le armi strumento del conflitto in atto sono progettate e vendute anche dalla Leonardo, azienda italiana partecipata al 30% dallo Stato; Eni intanto ha avuto nuove licenze per lavorare su giacimenti di gas naturale al largo delle coste di Israele. I protagonisti sono gli stessi ricchi e potenti che aggravano da anni la crisi climatica e sociale per preservare i propri interessi e profitti e questo influenza profondamente la politica interna ed estera. Mi oppongo alla silente accettazione dell’operato di uno Stato criminale che finanzia la nostra morte e quella di migliaia di civili
innocenti!”, ha dichiarato oggi Mattia durante l’azione.

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L’ARCO DELLA PACE È LA CATTIVA COSCIENZA DEL GOVERNO ARMATO

Oggi Ultima Generazione ha colorato l’Arco della Pace per riportare l’attenzione sui valori cardine della nostra Repubblica, traditi da un governo che produce armi alimentando conflitti bellici. L’art. 11 della Costituzione italiana viene da anni disatteso e calpestato dai governi italiani. Anzi, con l’Azienda di Stato Leonardo s.p.a., erede di Finmeccanica, il nostro Paese è diretto produttore e venditore di armi. Negli anni passati già diverse personalità note della Repubblica sono state a capo della governance istituzionale della Leonardo s.p.a. (l’ex Presidente della Camera Luciano Violante, l’ex Ministro degli Interni Marco Minniti, il banchiere Alessandro Profumo, AD di Unicredit, uno dei maggiori gruppi mondiali che investe in fonti fossili e in armamenti); in questo momento, dal 9 maggio scorso, l’attuale governo ha paradossalmente nominato amministratore delegato e direttore generale dell’azienda Roberto Cingolani, ex Ministro dell’Ambiente e della Transizione Ecologica. L’ambiguità della Leonardo s.p.a., che produce e vende armamenti, consente la partecipazione diretta dell’Italia ai più tragici scenari di guerra nel mondo: dall’Ucraina, fino al Medio Oriente nel conflitto tra lo Stato di Israele e il gruppo terrorista di Hamas, che in un solo mese di guerra ha prodotto un vero e proprio genocidio nella striscia di Gaza, con oltre diecimila civili innocenti palestinesi uccisi dai raid dell’Esercito Israeliano. Un costo di vite enorme, insopportabile per
le nostre coscienze, mentre l’Italia si astiene dal promuovere una mediazione del conflitto in corso.

 

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IL GOVERNO CON L’ELMETTO HA ABBANDONATO GLI ITALIANI

Ogni anno cresce nel bilancio dello Stato la spesa pubblica per il settore militare e della difesa. Un fiume di denaro che produce morte e disperazione, mentre gli italiani sono sempre più in difficoltà. Cresce la povertà sociale delle famiglie, con oltre il 63% di queste che non arriva a fine mese; ancora più grave è la condizione dei cittadini delle Marche, dell’Emilia-Romagna e della Toscana che hanno perso tutto con le alluvioni dei mesi passati, tuttora abbandonati a se stessi senza aiuti concreti né risarcimenti dallo Stato. Per queste persone e imprese non ci sono ristori, il Fondo per le Emergenze verrà ogni anno ridotto (da 490 milioni nel 2023 ai 340 milioni nel 2025 secondo le previsioni da Legge di Bilancio), mentre i soldi per le armi crescono a ogni Legge Finanziaria.

 

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UNITEVI A NOI PER CHIEDERE IL FONDO RIPARAZIONE

La nostra richiesta di un Fondo Riparazione preventivo, permanente e partecipato da prevedere annualmente nel bilancio dello Stato. I soldi dovranno essere ottenuti attraverso l’eliminazione dei Sussidi Ambientalmente Dannosi (SAD), la tassazioni degli extra-profitti delle compagnie fossili, il taglio di stipendi premi e benefit ai loro manager, delle enormi spese della politica e delle sempre più ingenti spese militari. Per questo scendiamo in strada, assumendoci la responsabilità delle nostre azioni, affrontando la repressione, tribunali e processi.

Per questo con la campagna “FONDO RIPARAZIONE” Ultima Generazione chiede:
➤ un “FONDO RIPARAZIONE” da 20 miliardi di euro per riparare i danni subiti dai cittadini a causa degli eventi meteorologici estremi (alluvioni, grandinate, incendi, siccità) dovuti allo stravolgimento climatico provocato dall’uso dei combustibili fossili.

Ultima Generazione sta chiedendo al governo italiano un “#FondoRiparazione” da 20 miliardi di euro per riparare i danni subiti dai cittadini a causa degli eventi meteorologici estremi (alluvioni, grandinate, incendi, siccità e così via) dovuti allo stravolgimento climatico provocato dall’uso dei combustibili fossili.

Per capire chi siamo e come agiamo, è possibile seguire ogni domenica sera alle h 21:00 una presentazione online su zoom, iscrivendosi a questo link. Più approfondimenti sul #FondoRiparazione sono disponibili a questo link.

 

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