Nuovamente in strada contro il collasso climatico, multati i giornalisti che svolgevano il proprio lavoro di cronaca

11/07/2023 | Comunicati stampa

Nuovo blocco stradale per ottenere lo stop dei sussidi pubblici ai combustibili. Questa volta oltre agli attivisti sono stati multati anche i giornalisti presenti sul posto per svolgere il proprio lavoro di cronaca tutelato dalla Costituzione. Un'intimidazione che non possiamo accettare!

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ULTIMA GENERAZIONE: TORINO, BLOCCO SULLA SP11

La richiesta: stop immediato ai sussidi pubblici ai combustibili fossili nella città dell’automobile e in una regione duramente colpita dalla crisi climatica che sarà presto area di migrazioni interne

Torino, 11 luglio 2023 – Questa mattina alle 8:00 a Torino sei persone aderenti alla campagna NON PAGHIAMO IL FOSSILE, promossa da Ultima Generazione, hanno bloccato il traffico sulla SP11 Padana Superiore Torino Chivasso, sedendosi sull’asfalto della carreggiata del senso di marcia che conduce verso l’uscita. I cittadini della campagna di disobbedienza civile nonviolenta per tutta la durata dell’azione hanno dialogato con gli automobilisti innervositi, discutendo della gravità della situazione climatica corrente e dell’inaccettabilità dell’inazione della Politica per contenerne i danni. Dopo 24 minuti di blocco, sono arrivate sul posto le Forze dell’ordine, che in poco tempo hanno portato via i presenti.

OBIETTIVO DELL’INIZIATIVA: chiedere lo stop immediato di tutti i sussidi pubblici ai combustibili fossili a partire dalla città dell’automobile, capoluogo di un Piemonte già duramente colpito dalla crisi climatica, fatta di siccità alternata a bombe d’acqua e surriscaldamento delle temperature, che hanno fatto perdere le risaie del Vercellese e implodere i ghiacciai. 

Il Piemonte divenuto terra di frontiera, con le valli di Monginevro e Bardonecchia teatro di migrazioni climatiche, testimone del dramma del passaggio di persone che hanno perso tutto e cercano di raggiungere la Francia e il Nord Europa. Un destino che oggi coinvolge gli abitanti di altre nazioni, ma molto presto, secondo le previsioni di studi scientifici sempre più numerosi, riguarderà gli italiani in prima persona.

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Abbiamo deciso di bloccare una strada ad alta percorrenza a Torino, sciaguratamente considerata Città dell’Automobile, per lanciare il messaggio ‘Stop al fossile’. La qualità dell’aria della nostra città ha sforato sistematicamente il limite dei 50ug/m3 di Pm10 per più dei 35 giorni all’anno previsti dalla legge, con conseguenze sulla salute dei cittadini/e. Vogliamo portare l’attenzione sulla grave crisi ecologica e climatica che vive la nostra regione con periodi di siccità prolungati, scarso innevamento e scioglimento dei ghiacciai alpini che si verificano ormai da anni e che non possono essere considerate emergenze passeggere. I danni, anche economici, all’agricoltura stanno impoverendo tutta la regione e la costringono a dipendere dall’estero per foraggi, mangimi e cereali per alimentazione umana”, hanno spiegato i manifestanti.

Non da ultimo, la grave crisi climatica globale interessa la nostra regione, e in particolare i valichi di confine, anche con l’aumento dei cosiddetti ‘migranti climatici’, che nel mondo hanno ormai raggiunto quota 100 milioni e sono costretti ad abbandonare le proprie terre in cerca di aree del mondo più vivibili. Oggi li vediamo arrivare dai Paesi africani e asiatici, ma le previsioni ci dicono che potremmo esserlo anche noi tra poche decine di anni, forse già dal 2050. Non possiamo restare indifferenti di fronte a questa condanna all’estinzione di massa e chiediamo che la cittadinanza ci supporti nelle richieste alle istituzioni di agire subito e in maniera efficace per azzerare le emissioni e l’inquinamento superfluo e per mitigare le conseguenze di quelle passate ed ormai irreversibili”, ha affermato Claudio.

Ultima Generazione imbratta Palazzo Madama come protesta

STIAMO CONDANNANDO I NOSTRI FIGLI ALLE MIGRAZIONI CLIMATICHE E ALLA GUERRA CIVILE. DISOBBEDIENZA CIVILE NONVIOLENTA È DOVERE MORALE 

Tra il 2012 e il 2022, il Migration data portal ha contato una media di circa 21,6 milioni di migranti climatici all’anno. “Il 53% dei 60,9 milioni di nuovi sfollamenti interni registrati nel 2022 è stato causato da disastri. Al 31 dicembre 2022, almeno 8,7 milioni di persone in 88 Paesi e territori vivevano in stato di sfollamento interno a causa di disastri verificatisi non solo nel 2022, ma anche negli anni precedenti. Si tratta di un aumento del 45% del numero totale di sfollati interni a causa di disastri rispetto al 2021”, si legge nell’area del portale dedicata alle migrazioni climatiche.

Non solo, il numero che potrebbe salire a 216 milioni entro il 2050, secondo il rapporto Groundswell della Banca mondiale, che prevede che la crisi climatica potrebbe portare fino a 216 milioni di persone in sei regioni del mondo (Africa sub-sahariana, Asia meridionale, America Latina, Asia orientale e Pacifico, Nord Africa, Europa orientale e Asia centrale) a spostarsi all’interno dei loro Paesi entro il 2050, se non verrà intrapresa alcuna azione urgente per ridurre le emissioni globali di gas a effetto serra.

Anche nel Mediterraneo e in Italia, le ondate di calore, la mancanza di acqua, il calo delle rese agricole, la maggiore frequenza di inondazioni e l’intensificarsi di fenomeni metereologici estremi, oltre a essere una realtà presente nella vita di tutti noi, sono destinate ad aumentare di pari passo con il riscaldamento globale, secondo le proiezioni dell’Ipcc. Per mitigare questi effetti è necessario un cambio di paradigma, sviluppare politiche di adattamento preventive e rendere la transizione ecologica non solo uno strumento per riconvertire i nostri sistemi produttivi e della mobilità – che sono energivori ma soprattutto basati maggiormente sull’uso delle fonti fossili, responsabili dell’inquinamento e dell’aumento dei gas climalteranti – ma un’occasione che non deve esacerbare vecchie e nuove disuguaglianze, rancore sociale, tra generazioni o tra Paesi”, ricorda anche Legambiente

 Da anni sono estremamente preoccupato per ciò che sta succedendo. L’escalation è evidente: sono impressionato dalla siccità continua nelle nostre zone, dai fiumi secchi. Io andavo spesso nei boschi e vedevo sempre animali, dopo la siccità dell’anno scorso non ne ho più visti. Ogni anno battiamo i record di temperatura media a livello locale e globale. Questa situazione mi ha spinto ad abbracciare l’azione diretta nonviolenta. La disobbedienza civile nonviolenta non è un reato ma la reazione sana che tutti dovrebbero avere di fronte alla condanna che i nostri Governi stanno firmando per noi a una vita indegna, fatta di fame e di guerre per accaparrarsi le aree fertili che diventeranno sempre più rare in Italia”, ha aggiunto Massimiliano.

Ultima Generazione imbratta Palazzo Madama come protesta

Durante lo svolgimento tre giornalisti sono stati identificati separatamente rispetto ai manifestanti, trattenuti per due ore in strada e multati. A loro è toccata una sanzione amministrativa (pari a 18 €, con il pagamento in misura ridotta entro 5 giorni) per violazione dell’art. 175, comma 6, del codice della strada, che prevede il pagamento di una somma da 26 a 102 euro come sanzione per i pedoni che circolano sull’autostrada.

Forte la critica di Ultima Generazione: Quello messo in atto questa mattina dalle forze dell’ordine è un chiaro tentativo di intimorire, imbrigliare e dissuadere i giornalisti dallo svolgimento del proprio lavoro di documentazione del dissenso. L’esercizio della professione giornalistica, in virtù dell’interesse pubblico alla divulgazione della notizia, rientra tra le cause di esclusione della responsabilità per chi commette un fatto che costituisce un illecito amministrativo; esclusione prevista nell’adempimento di un dovere o nell’esercizio di una facoltà legittima – quale è appunto il diritto di cronaca, garantito dall’art. 21 della Costituzione – ovvero in stato di necessità o di legittima difesa. Si tratta dunque di una palese limitazione della libertà di stampa, in un Paese il cui Governo è sempre più orientato verso la criminalizzazione della protesta, a partire dalle sue forme nonviolente”.Sul caso è intervenuto anche l’Ordine dei Giornalisti del Piemonte che sul caso ha dichiarato: “Il dovere di informare è un preciso compito dei giornalisti, ed essi esercitano questo dovere, verso i cittadini prima di tutto, nelle forme e con gli strumenti della professione, e, soprattutto, verificando le notizie. In base a questo modo di operare, questa mattina un gruppo di colleghi piemontesi era intento a documentare la protesta condotta dal gruppo Ultima Generazione, che ha bloccato il traffico stradale per mezz’ora circa sulla Sp11. Un’azione di protesta, in cui non sono mancate le tensioni, le urla. Attimi in cui, in assenza delle forze dell’ordine non ancora giunte sul posto, la presenza di telecamere e giornalisti ha peraltro svolto un importante ruolo da deterrente nella tensione generale creatasi. Eppure, i colleghi sono stati sanzionati dalla polizia stradale per essersi trovati a piedi in autostrada. A nulla è valso ricordare che si trovavano lì per svolgere il proprio lavoro e che il traffico, bloccato, non avrebbe potuto provocare danno anche a chi si fosse trovato a piedi sul percorso autostradale. La sanzione, a parere dell’Ordine dei Giornalisti, è in contraddizione con l’articolo 21 della Costituzione, che disciplina il diritto di cronaca. I colleghi non avrebbero potuto raccontare il reale svolgersi dei fatti se non andando sul posto. Il diritto di cronaca ha tre limiti ben definiti dalla sentenza n. 6902 della Corte di Cassazione dell’8 maggio 2012: verità, continenza e pertinenza.
L’Ordine, nell’esprimere solidarietà ai colleghi e nel ribadire la necessità che i giornalisti non vengano ostacolati nello svolgimento della professione, si dichiara anche pronto a farsi carico della sanzione nel caso in cui questa non venga revocata”.

Le nostre azioni di disobbedienza civile nonviolenta, con l’esposizione dei nostri corpi vulnerabili come il pianeta travolto dalla crisi climatica, continueranno finché la nostra richiesta non verrà accolta dal Governo.

La richiesta della campagna NON PAGHIAMO IL FOSSILE, promossa da Ultima Generazione, è:

Stop ai sussidi pubblici a tutti i combustibili fossili.

Ultima Generazione sta chiedendo al governo italiano un “#FondoRiparazione” da 20 miliardi di euro per riparare i danni subiti dai cittadini a causa degli eventi meteorologici estremi (alluvioni, grandinate, incendi, siccità e così via) dovuti allo stravolgimento climatico provocato dall’uso dei combustibili fossili.

Per capire chi siamo e come agiamo, è possibile seguire ogni domenica sera alle h 21:00 una presentazione online su zoom, iscrivendosi a questo link. Più approfondimenti sul #FondoRiparazione sono disponibili a questo link.

 

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