Doppio blocco stradale sul GRA a Roma

26/04/2023 | Comunicati stampa

Attivisti di Ultima Generazione bloccano il traffico in due punti del GRA a Roma per chiedere lo stop dei sussidi pubblici ai combustibili fossili.

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ULTIMA GENERAZIONE: ROMA, NUOVO BLOCCO DEL GRA

Mentre la siccità diventa cronica, la corte dei Conti critica il piano di rifacimento delle opere idriche del ministero Infrastrutture e Trasporti. E Salvini pensa al Ponte sullo Stretto

Roma 26/04/2023 – Questa mattina alle 8:00 dieci persone aderenti alla campagna NON PAGHIAMO IL FOSSILE, promossa da Ultima Generazione, hanno bloccato il traffico sul Grande Raccordo Anulare, tra l’uscita 13 (Tiburtina) e l’uscita 12 (Centrale del latte), carreggiata esterna. I cittadini della campagna di disobbedienza civile per tutta la durata dell’azione hanno dialogato con gli automobilisti presenti, discutendo della gravità della situazione climatica corrente e dell’inaccettabilità dell’inazione della Politica per contenerne i danni. Dopo circa 20 minuti di blocco sono arrivate sul posto le Forze dell’ordine, che alle 8:35 portato via i presenti.

Successivamente, intorno alle 10.45, altri 9 cittadini hanno preso parte a un altro blocco stradale, sempre sul GRA, all’altezza dell’uscita AURELIA.

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Mi chiamo Filippo, ho 31 anni e oggi ho deciso di entrare in azione con Ultima Generazione perché non posso più vivere nella menzogna, non posso più fare finta di niente e illudermi che vada tutto bene. Non va tutto bene: siamo senz’acqua, siamo in siccità da quasi due anni ormai, gli agricoltori non possono irrigare i campi e non riescono più a produrre cibo. Mentre il governo continua a finanziare i combustibili fossili con decine di miliardi di euro ogni anno, Eni nel 2022 ha registrato profitti record mentre noi abbiamo vissuto la siccità peggiore degli ultimi 500 anni, con 6 miliardi di euro di danni all’agricoltura e la perdita del 10% della produzione agroalimentare nazionale. Ho molta paura di quello che succederà quando il cibo inizierà a mancare al supermercato e i prezzi schizzeranno alle stelle. Questo governo criminale ci sta letteralmente condannando a morte e io non posso più esserne complice per cui oggi mi sono seduto in strada per dire che io non voglio pagare il fossile!”, ha dichiarato Filippo.

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DI QUESTO PASSO L’ITALIA AZZERERÀ LE EMISSIONI SOLO NEL 2220

Secondo i dati ricordati sabato dal coordinatore di Italy for Climate, Andrea Barbabella, dal 2014 in Italia abbiamo tagliato in media ogni anno 2 milioni di tonnellate di gas serra: continuando così riusciremo ad azzerarle non prima del 2220, mentre l’obiettivo è quello di raggiungere la neutralità climatica al massimo al 2050.

Gli effetti dell’inazione politica e dell’accelerazione della crisi climatica sono evidenti già adesso: Comuni del Piemonte riforniti a gennaio con le autobotti, fiumi a secco e laghi in ritirata nel Nord Italia in pieno inverno, il Veneto che a marzo ha emanato l’ordinanza per carenza di disponibilità idrica, la difficoltà a seminare il riso in Pianura Padana, che sta scatenando una “contesa” per l’acqua tra i contadini.  Questa situazione metterà il settore agricolo ancora più in crisi, con pesanti ricadute sulla tenuta di un settore strategico per il Paese e sulla quotidianità degli italiani. Il rincaro dei prezzi dei prodotti e della spesa finirà direttamente sulla tavola delle famiglie e porterà un aumento della povertà sociale

Per contrastare gli effetti già drammatici della catastrofe climatica non basta un Commissario alla siccità e la solita cabina di regia interministeriale. Serve un intervento strutturale sulle cause: bisogna dirottare subito i 41,8 miliardi di euro (dato 2021) di soldi pubblici degli investimenti fossili, per mettere il sistema-Paese nelle condizioni di contrastare la siccità e il dissesto idrogeologico.

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OPERE INUTILI E SPESE COLOSSALI

Dunque ricapitolando: a fronte di un’emergenza gravissima, il governo nomina commissario straordinario un ministro, che già normalmente dovrebbe occuparsi dei temi per cui ha avuto questo nuovo ruolo. Non è chiaramente in grado di farlo, né ordinariamente né straordinariamente. E, al tempo stesso, è tra i fautori più entusiasti del ponte sullo Stretto: un’opera riconosciuta unanimemente come inutile, che dilapiderà miliardi, che potrebbero essere usati per la messe in sicurezza dei nostri territori fragili (questa sì necessaria e fondamentale), vittime della crisi eco- climatica. Un esempio di reale eco-vandalismo

Per quanto tempo ancora si ripresenterà lo spettro della siccità e dei razionamenti d’acqua?  Quante vittime di disastri causati dal mix letale di riscaldamento globale e mancata messa in sicurezza dei nostri territori dovremo ancora contare? Queste vittime e tutti i danni correlati sono responsabilità anche dal nostro governo, che finanzia tramite i sussidi pubblici l’utilizzo dei combustibili fossili. Per questo siamo in strada per chiedere pacificamente ma con forza “Stop ai combustibili fossili”. Ne va della nostra vita.

La nuova richiesta del movimento è:

➤  Stop ai sussidi pubblici a tutti i combustibili fossili

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Ultima Generazione sta chiedendo al governo italiano un “#FondoRiparazione” da 20 miliardi di euro per riparare i danni subiti dai cittadini a causa degli eventi meteorologici estremi (alluvioni, grandinate, incendi, siccità e così via) dovuti allo stravolgimento climatico provocato dall’uso dei combustibili fossili.

Per capire chi siamo e come agiamo, è possibile seguire ogni domenica sera alle h 21:00 una presentazione online su zoom, iscrivendosi a questo link. Più approfondimenti sul #FondoRiparazione sono disponibili a questo link.

 

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