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ULTIMA GENERAZIONE: MILANO, 8 KG DI FARINA GETTATI SULL’AUTO DIPINTA DA ANDY WARHOL

Scorrendo gli ultimi dati sull’agricoltura, non è sorprendente che qualcuno si ribelli per garantire un futuro a sé stesso e ai propri figli, è sorprendente che non lo facciano tutti. Anche la comunità scientifica inizia a schierarsi: ieri la disponibilità di Mercalli a entrare in azione e le dimissioni dall’incarico legato alla transizione energetica di Grasso alla Bicocca; oggi una ricercatrice in azione

Milano, 18 novembre 2022 – Otto kg di farina gettati sulla BMW M1 dipinta da Andy Warhol nel 1979: è l’ultima azione di un gruppo di cittadine a supporto della campagna Ultima Generazione, che anche attraverso azioni in centri museali e d’arte lanciano l’allarme del collasso climatico. Questa mattina, verso le 11:15, gli attivisti, all’interno della mostra “Andy Warhol: La Pubblicità Della Forma” alla Fabbrica del Vapore di Milano, hanno versato il contenuto di alcuni sacchi di farina sull’auto che Warhol trasformò in opera d’arte in trenta minuti. Le attiviste, dopo l’escalation dell’azione, si sono sedute a terra e hanno spiegato agli spettatori della mostra le motivazioni del loro gesto. Infine sono state portate in questura dalle Forze dell’Ordine arrivate sul posto.

Blocco stradale Ultima Generazione Venezia

Azioni di simile entità sono in corso di svolgimento o si svolgeranno in altri 4 Paesi, sedi anch’essi di campagne di disobbedienza civile, parte della rete A22, analoghe a quella italiana.

“Le opere d’arte sono state prese di mira per evidenziare l’ipocrisia valoriale della nostra società: davvero ci indigniamo per la simulazione di un danneggiamento di opere d’arte mentre la distruzione oggettiva in atto delle opere della natura, degli ecosistemi e della nostra stessa vita ci lascia indifferenti? È necessario riconsiderare i nostri valori etici, emotivi e le nostre priorità”

Martina

cittadina italiana che sostiene Ultima Generazione

Blocco stradale Ultima Generazione Venezia

Ecoansia un corno, i dati sull’agricoltura dovrebbero spingere tutti ad agire

Meno di un mese fa (il 19 ottobre) il Wwf ha proposto un aggiornamento sui dati relativi all’agricoltura italiana nel 2022 che fa rabbrividire. Nell’anno con l’estate e l’autunno più caldi di sempre, diversi studi affermano che la percentuale di territorio a rischio di desertificazione è salita dal 20% al 28%. Secondo la Coldiretti, quest’anno la grave situazione climatica ha determinato un crollo della produzione agroalimentare nazionale pari al 10%, per un valore superiore ai 6 miliardi di euro. In alcuni casi, i numeri delle perdite sono drammatici: “fino al 70% in meno per diverse varietà di frutta e verdura, tra il 50 e il 60% in meno per il mais, tra il 10 e il 30% in meno per il grano, il 20% in meno per cozze e vongole, il 45% in meno per il mais e i foraggi per l’alimentazione degli animali, il 20% in meno per il latte”, riporta il Wwf.

Calano a picco le rese agricole e l’Italia diventa sempre più dipendente dall’estero per sfamare i suoi cittadini. Poco male, si potrebbe pensare. E invece no, perché a livello internazionale la situazione non va meglio. “La produzione mondiale di grano per il 2022/23 è in calo. Proprio la resa del grano potrebbe addirittura diminuire a livello mondiale del 6-7% per ogni grado Celsius in più, secondo uno studio della Wheat Initiative. Per ogni grado Celsius di aumento della temperatura globale si ridurrebbero in media anche le rese di riso (-3,2%), mais (-7,4%) e soia (-3,1%)”, riassume il Wwf.

Ambientalismo, ecoansia sono i termini chiamati in causa con maggiore frequenza per definire, in maniera spesso denigratoria, chi cerca di evitare che tutto questo avvenga. Non è sorprendente che qualcuno si ribelli per garantire un futuro a sé stesso e ai propri figli, è sorprendente che non lo facciano tutti.

Blocco stradale Ultima Generazione Venezia

“Dicono che la bellezza ci salverà, ma è una cazzata. Ciò che salverà il mondo come lo conosciamo sono azioni immediate e radicali per mitigare gli effetti della crisi climatica in atto mentre parliamo. Siamo qui per denunciare gli atti criminali del governo italiano, che minaccia le nostre vite, perché nonostante siano a conoscenza dell’emergenza e siano alla Cop 27, nonostante parlino di transizione ecologica, stanno investendo nei combustibili fossi più che mai”

Alice

cittadina italiana che supporta Ultima Generazione

Blocco stradale Ultima Generazione Venezia

La mobilitazione degli scienziati

Quando il cibo comincerà a mancare in maniera consistente sarà troppo tardi per protestare, perché non si potrà più tornare indietro. Consapevoli di questo, sempre più scienziati si espongono in prima persona. È di ieri la notizia che il climatologo Luca Mercalli ha dichiarato la propria disponibilità a entrare in azione insieme con Ultima Generazione. Sempre ieri Marco Grasso, ordinario di geografia economica e politica all’università Milano-Bicocca si è dimesso dall’incarico di direttore dell’unità di ricerca “Antopocene” (che si occupa di questioni legate alla transizione energetica), per denunciare gli affari che l’ateneo intrattiene con la multinazionale petrolifera Eni. E questa mattina in azione c’era anche Maria Letizia Ruello, 64 anni, ricercatrice in scienza e tecnologia dei materiali, che ha preso parte all’azione.

“Sento che quanto fatto fin qui dalla ricerca è tanto, ma di per sé non sufficiente. Anzi, non serve a nulla avere materiali più sostenibili se i governi non fanno nemmeno quanto si sono impegnati a fare per ridurre le emissioni di gas clima-alteranti, che ci portano verso fame e guerre per l’acqua, per il cibo, per la sopravvivenza. Stare in aula o in laboratorio con i miei studenti senza nel frattempo tentare il possibile perché i governi facciano la loro parte mi è diventato insopportabile. Questi giovani con me in azione appartengono all’ultima generazione che può ancora fare qualcosa, voglio aiutarli affinché non siano l’ultima generazione sulla faccia del pianeta”

Maria Letizia Ruello

ricercatrice universitaria, 64 anni

Le richieste di Ultima Generazione per il governo italiano sono due e sono molto semplici:

1) interrompere immediatamente la riapertura delle centrali a carbone dismesse e di cancellare il progetto di nuove trivellazioni per la ricerca ed estrazione di gas naturale;

2) procedere immediatamente a un incremento di energia solare ed eolica di almeno 20GW e creare migliaia di nuovi posti di lavoro nell’energia rinnovabile, aiutando gli operai dell’industria fossile a trovare impiego in mansioni più sostenibili.

È possibile conoscere meglio Ultima Generazione partecipando a uno degli incontri di presentazione che si svolgono in tante città italiane e, online, ogni domenica sera alle 21:00 a questo link (https://l.ultima-generazione.it/presentazione-online).

La coalizione di cittadini uniti in resistenza civile nonviolenta Ultima Generazione ha aderito alla rete internazionale A22 Network. Il Climate Emergency Fund è il principale finanziatore di Ultima Generazione per il reclutamento, la formazione e la crescita. Tutti possono sostenere le azioni di Ultima Generazione con una donazione tramite il sito web (ultima-generazione.com).

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